Quando siamo entrati per la prima volta in quello che sarebbe diventato ZIP, era ancora un ex laboratorio artigianale di pelle, abbandonato da anni.
Sui banchi, nei cassetti, sulle mensole: ovunque c’erano zip. Cerniere di ogni tipo, dimenticate ma ancora perfette. Piccole, metalliche, colorate, in attesa di essere usate.
Quelle zip ci hanno fatto sorridere. E poi pensare.

Una cerniera unisce. Tiene insieme ciò che è diverso. Permette il passaggio, crea continuità.
È un gesto semplice ma potente, e ci è sembrato il nome giusto per ciò che stavamo immaginando.

ZIP è uno spazio culturale rigenerato, un’officina di idee, un luogo di incontro.
Nato dal desiderio dell’associazione Ultimo Punto di restituire nuova vita a un edificio dismesso nel cuore di Pennabilli, oggi ZIP è una cerniera simbolica e concreta: connette persone, linguaggi, visioni, generazioni.

Lo immaginiamo come un community hub aperto e fluido, dove si sperimentano nuove forme di produzione culturale, si attivano laboratori, si progettano eventi e si costruiscono relazioni.
Un punto di passaggio e di scambio tra la comunità locale, i nuovi abitanti e chi attraversa questo territorio con curiosità e spirito creativo.

Un progetto reso possibile da un finanziamento pubblico

ZIP esiste oggi grazie anche a un importante contributo della Regione Emilia-Romagna, attraverso il bando FESR 2021–2027 – Azione 1.3.4, rivolto al sostegno all’innovazione delle imprese culturali e creative.
Un’opportunità concreta che ci ha permesso di ristrutturare l’immobile, affrontare la messa a norma degli impianti, acquistare attrezzature e arredi modulari, e dare finalmente forma a uno spazio funzionale, accessibile, versatile.

Non è stato un semplice intervento edilizio, ma un vero e proprio lavoro di rigenerazione culturale.
Abbiamo voluto recuperare un edificio lasciato al margine e trasformarlo in un centro vivo, accogliente, attrezzato per ospitare attività e persone, pronto a crescere nel tempo insieme alla comunità che lo abiterà.

Un luogo, tanti usi

ZIP è pensato come uno spazio multifunzionale e modulare, capace di ospitare attività diverse nel corso dell’anno.
Al suo interno oggi troviamo:

  • Gli uffici operativi dell’associazione Ultimo Punto, per la gestione dei progetti culturali e organizzativi.
  • Spazio coworking pensato per il lavoro autonomo e condiviso, adatto a professionisti, studenti e creativi che cercano un luogo tranquillo dove concentrarsi o incontrarsi
  • La sede di CFR – Cosmic Fringe Radio, la web radio di comunità attiva dal 2020, uno spazio tecnico attrezzato per trasmissioni, registrazioni, interviste e produzioni sonore
  • Una sala polifunzionale insonorizzata, utilizzabile come sala prove, spazio per registrazioni audio-video, laboratori sonori e residenze creative
  • Un magazzino attrezzato con scaffalature, banco da lavoro e strumenti tecnici per la costruzione di scenografie, allestimenti e prototipi: una piccola officina creativa a supporto delle attività dell’associazione e dei progetti culturali sul territorio
  • Una cucina condivisa e una zona di accoglienza per momenti informali, pause pranzo, cene collettive, accoglienza di artisti e collaboratori in residenza e convivialità diffusa.
  • Arredi mobili e polifunzionali, strutture leggere e componibili, pensate per trasformare lo spazio e adattarlo di volta in volta alle esigenze delle attività che verranno
  • Giardino esterno uno spazio all’aperto che può ospitare incontri informali, pause, letture, piccoli eventi, attività a contatto con la natura o momenti di ascolto e osservazione del paesaggio

Lo spazio è stato progettato per essere flessibile, accessibile e il più possibile autosufficiente: ogni angolo è stato pensato per accogliere il lavoro culturale, la relazione, l’incontro.

Un progetto aperto, da costruire insieme

Oggi ZIP esiste. È stato ristrutturato, attrezzato, abitato per la prima volta. Ma il suo significato più profondo si costruirà nel tempo, giorno dopo giorno, attraverso le pratiche che vi prenderanno forma.

ZIP è un contenitore pronto ad accogliere relazioni, idee, attività.
Non abbiamo ancora tutte le risposte, stiamo lavorando per capire come condividerlo con la comunità, come gestire insieme le risorse, come garantire che questo spazio resti vivo, utile, accessibile.

Sappiamo che non vogliamo farlo da soli.
Vogliamo immaginare ZIP come un progetto collettivo, da sviluppare per gradi, ascoltando i bisogni del territorio, costruendo alleanze, lasciando che siano le persone a contribuire – con competenze, energie, visioni – alla sua evoluzione.o

Ora che abbiamo un contenitore, stiamo concentrando le nostre energie per sviluppare un contenuto condiviso, generativo, necessario.

Cartella stampa presentazione ZIP

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